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domenica 3 agosto 2008

Gb, la prima assicurazione auto che rispetta le regole dell’Islam

Hola carissim*,
capisco che il titolo di questo post, letto così, ispirerebbe la più classica delle risposte: ” e chissene…”; ma forse pochi sanno che la finanza islamica si basa su un principio molto particolare: i soldi non devono creare soldi, ovvero si può fare profitto solo ed esclusivamente tramite la produzione di beni o l’offerta di servizi, mentre prestare soldi per ricavarne un interesse (qualsiasi sia il tasso praticato) è immorale. A questi principi si ispira anche la polizza RC Auto, ora disponibile in Gran Bretagna, di cui si parla nell’articolo sotto riportato.
Chissà perchè di questi aspetti dell’Islam ce ne parlano molto raramente, forse perchè per la nostra parte di mondo sarebbero molto più pericolosi di tutti i terroristi messi insieme?
Lampos a tod*s
↓seppe

Da Repubblica Online
Gb, la prima assicurazione auto che rispetta le regole dell’Islam
Salaam Halal vende polizze su Internet che rispettano la Sharia. L’idea è che i rischi vengano condivisi tra i clienti: c’è un fondo collettivo per il pagamento dei sinistri. La finanza islamica si diffonde sempre più nel Paese

I musulmani che vivono in Gran Bretagna, e sono guidatori, da oggi potranno vivere una vita ancor più rispettosa delle leggi dell’Islam. Ha aperto i battenti infatti la prima compagnia assicurativa automobilistica che segue le regole della Sharia,il diritto islamico.

Si chiama Salaam Halal, permette di accendere una polizza via internet e, se avrà successo, incomincerà alla fine del 2008 a proporre anche assicurazioni per la casa. La società ha una particolare struttura finanziaria e amministrativa: in arabo si chiama “Takaful” e il concetto alla base è quello della condivisione dei rischi tra coloro che detengono le polizze.

Questo il meccanismo: i rischi coperti dalla polizza auto non passano in toto dal cliente alla compagnia, come avviene con i normali contratti, ma vengono sostenuti dai clienti nel loro insieme, tramite un fondo collettivo che serve per il pagamento dei sinistri. Se a fine anno nel fondo rimangono risorse in eccesso, si paga di meno la polizza successiva.

Altra grande differenza tra questa e le altre compagnie assicurative - quelle occidentali - riguarda il modo in cui vengono impiegati i soldi incassati. Come succede con le banche islamiche, non sono ammessi investimenti che generano interessi perché per l’Islam gli interessi sono una forma di usura. Assolutamente vietato, poi, usare il denaro per business che abbiano a che fare con le bevande alcoliche.

“Salaam Halal è il primo operatore assicurativo indipendente ‘Takaful’ disponibile in questo Paese. Il suo lancio è un significativo passo avanti nella crescita della finanza islamica in Gran Bretagna”, ha detto l’amministratore delegato Abdulaziz Hamad Aljomaih.

Londra è teatro di un fiorente business “halal”, cioè rispettoso degli insegnamenti di Maometto: dai supermercati ai ristoranti (compresi alcuni McDonald’s) fino alle banche islamiche. La prima ha aperto nel 2004, e da allora la “finanza coranica” si è diffusa sempre più.

Il governo britannico ha favorito lo sviluppo di questo mercato, fornendo un quadro giuridico preciso per questo tipo di finanza e modificando il sistema fiscale per non penalizzare i suoi prodotti finanziari. Nel febbraio 2007 la City ha persino creato un mercato secondario per la compravendita delle obbligazioni emesse e gestite in base alla Sharia.

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